Il triangolo della barba – Prologo

triangolo della barba - prologo

Il triangolo della barba – Prologo

Avevo circa 14 anni quando cominciarono a spuntarmi i primi peli sul viso, fin da piccolo facevo finta di sistemarmi la barba accanto a mio padre, emulavo quel gesto virile e speravo che un giorno non troppo lontano avrei potuto fare la stessa cosa con fierezza.

Poi successe!

Però non mi piacevano, un pelo qua, uno là, baffi che erano più simili a peli che a vera e propria barba, per cui da 14 fino a 20 anni decisi che la rasatura totale era la soluzione migliore.

All’inizio ci rimasi male, provai diverse volte ad osservare i risultati della crescita, ma non erano soddisfacenti e quindi tagliavo tutto. Mio padre, barbuto da sempre, diceva di aspettare, che se i geni erano quelli suoi, prima o poi sarebbe cresciuta bella e abbondante.

Non succedeva e quindi persi le speranze, a tal punto che radersi una volta ogni 3 o 4 giorni era normalità e col tempo persi l’interesse e la speranza.

Poi successe qualcosa di inaspettato. Avevo vent’anni circa e andai in campeggio con la ragazza e con gli amici, quindici giorni più o meno e mi scordai di portarmi dietro la schiuma e le lamette “poco importa” pensai e mi concentrai sulla vacanza. Dopo qualche giorno la mia ragazza cominciò ad accusare sensazioni pungenti, normale pensavo io, la ricrescita fa sempre questo effetto.

La vacanza terminò e senza nemmeno accorgermene, guardandomi allo specchio, vidi una bella barbetta bionda e sufficientemente ispida e uniforme.

Cavolo cosa stava succedendo? Stava crescendo finalmente e così decisi di fare. La lasciai lì dov’era e nel giro di un mesetto ebbi la barba più bella che si potesse desiderare e con i consigli di mio padre riuscii a mantenerla discretamente: rasatura sotto il collo, spuntatine settimanali e la tanto agognata cera per dare forma ai baffi oltre che tutti gli altri meravigliosi prodotti dell’armadietto sacro di mio padre, balsami e oli…

Un sogno, diventò una passione e quindi mi affacciai al mondo dei barber, in città ce n’è qualcuno e decisi, con la scusa di un taglio di capelli, di andare a dare un’occhiata. Alla fine divenne un appuntamento fisso e mi appassionai al mondo della barba a tal punto che creai anche io il mio armadietto personale (nel frattempo mi ero trasferito a vivere da solo e non avevo più una ragazza).

Cominciai a leggere, studiare e chiedere fino a che Davide, il mio barbiere, mi suggerì di comprare una spazzola da barba, così invece del pettine da capelli ne avrei  avuta una solo per quella.

E così feci, ne comprai una, veramente bella e divenne un po’ la mia nuova compagna, su Facebook avrei potuto tranquillamente inserire nella barra dello stato civile: fidanzato ufficialmente con barba e spazzola.

Da li cominciai a vedere la barba come una vera passione, provai a farla allungare ancora di più, acconciarla diversamente e curarla quotidianamente, oltre che a studiare un po’ la storia e la cultura che ne sta dietro e insomma, se noi italiani possiamo vantare un passato e un presente florido e orgoglioso nel mondo della barberia, l’America è ovviamente lo stato su cui la mia attenzione si focalizzò.

Cominciai ad andare sempre più a fondo e alla fine, siccome il mio unico compagno di vita al momento era un bel gattone certosino, decisi di programmare le mie vacanze per l’anno successivo: un mese in america a testare i barber delle maggiori città.

Su consiglio del mio barbiere e di internet programmai il triangolo New York, Boston e Philadelphia.

Immaginate voi, prima volta oltre oceano, solo e alla radice della mia passione, in un territorio che è un po’ il sogno di tutti, l’America. Non rimaneva che farsi crescere un po’ di barba e capelli per averli “a taglio” nel nuovo continente e il gioco era fatto.

Così quando lo dissi a Davide il caso volle che ci fosse anche Confratello in negozio e mi disse di scrivere questo report per lui e per gli altri fan.

E così sto facendo!

Contavo i giorni, sembrava non arrivare mai la partenza fino a che a luglio, in uno stile che più da Hipster era da Clochard, partii alla volta degli Stati Uniti.

Prima tappa New York city, seconda Boston e terza ed ultima Philadelphia. Ho sviluppato quindi il racconto in 3 capitoli dividendoli per città, quindi saranno tre, più questo prologo e non sarà solo un approfondimento tecnico ma sarà un report di viaggio a tre: io, la mia barba e la mia spazzola.

Vi racconterò non solo dei barber ma anche di cosa ho visto in generale nelle 3 città. Allacciate le cinture, si vola!